Il Comune di Locana con le sue 92 frazioni, possiede anche moltissime e caratteristiche chiesette, tra cui le pi' importanti:

Terminata e consacrata da Monsignor Trucchi nel 1681, fu edificata sulle macerie dell'antica parrocchiale dedicata a San Meineiro, distrutta nel 1628 da una frana che sconvolse il capoluogo. Le uniche testimonianze dell'antico edificio si possono trovare nella torre campanaria che, nel suo interno, lascia trasparire indubbie tracce di stile romanico rappresentate dalle bifore in micascisto locale databili intorno all'anno 1300.
L'impianto a tre navate è austero e non eccessivamente slanciato, probabilmente riprendendo le forme della precedente chiesa, ma l'impaginazione della facciata e le decorazione interne sono di chiaro gusto barocco seicentesco. L'altare maggiore originario è interamente in legno finemente scolpito e si sviluppa per tutta l'altezza della navata centrale presentando una simmetria di nicchie un tempo occupate da statuette in oro, di dimensioni decrescente verso l'alto, che sono purtroppo andate perse a causa di ripetuti furti. Anche gli altari laterali sono in legno scolpito con fregi di stile barocco rococò che li rendono molto interessanti. Da segnalare un'eccellente organo costruito dalla ditta Collino diTorino nel 1863 per interessamento di don Felice Bertolino e collaudato dall'organista Baraze l'anno seguente.
La primitiva pavimentazione era di granito locale ed è ora coperta da una in graniglia realizzata come opera di ristrutturazione, insieme al restauro degli altari laterali, dall'arciprete don Macario nel 1939/40. Il nuovo altare maggiore e il presbiterio, protesi più verso i fedeli, sono di marmo bardiglio e bianco e vennero realizzati nel 1900. La chiesa fu invece ridecorata dai fratelli Ponchia nel 1911 per l'iniziativa dell'arciprete don Bondonno.
Recentemente sono state portate a termine, grazie all'interessamento di don Luciano, nuove opere di manutenzione che rendono onore alla bellezza architettonica della chiesa parrocchiale. E' possibile accedere all'edificio ogni giorno della settimana mantenendo, ovviamente, il decoroso rispetto che spetta ad un edificio religioso.
LA LEGGENDA DELLA CHIESA DI S. MEINERIO
Si è sempre parlato di una chiesa nei pressi di San Rocco, abbattuta da una frana nel 1628, dedicata a San Meinerio, Santo inesistente, non annoverato dalla Chiesa. Di tale Chiesa non si hanno memorie scritte, l'attuale parrocchia è edificata sopra sotterranei e catacombe che servirono più tardi da tombe mortuarie, è dedicata a San Pietro in Vincoli e consacrata da Monsignor Giacinto Trucchi nel 1681, come afferma Don Pagliotti in un suo libro.
Secondo il prof. Serra tutto ciò è soltanto una leggenda.

Il Santuario sorge, a lato della strada che conduce a Locana capoluogo, su uno sperone di roccia che si tuffa direttamente nel torrente Orco. Il suo impianto è ad aula unica su pinta rettangolare ed è realizzata in opera muraria tradizionale in pietra a spacco lasciata a vista, fatta eccezione la facciata che risulta invece intonacata.Il tetto a doppia falda è realizzato con un'orditura lignea e finito da un manto di copertura in 'lose'. Lo sporto delle falde del tetto, prolungato sul fronte dell'edificio, forma un pronao a pianta quadrata che, oltre ad assicurare l'ingresso alla chiesa, protegge alcuni affreschi in facciata realizzati da Clemente Rovere nel 1847. La cella campanaria è inserita nell'impianto della chiesa e si presenta anch'essa in pietra a vista, conclusa in copertura da un tetto a 'lose' a capanna. Sulla copertura è posizionata un'interessante Madonna con Bambino realizzata con terracotta di Castellamonte.

L'edificio è realizzato in muratura tradizionale in pietra a spacco locale saldata con malta. La facciata si presenta convessa semicircolare di matrice tardo settecentesca, intonacata e decorata con motivi geometrici. Il tetto a due falde presenta orditura lignea, con trave di colmo orientato nel senso longitudinale della pianta, e il manto di copertura in 'lose'. Sul fianco destro della costruzione è addossato un campanile, interamente intonacato e con orologi sulle facce della parte superiore, e si aprono finestre rettangolari a garantire l'illuminazione della navata.
L'interno ad aula unica con cappelle laterali, di cui una è stata adibita a sacrestia, risulta affrescato con motivi geometrico-naturalistici e a carattere religioso. La copertura dell'aula è risolta con due volte a vela mentre quella dell'ingresso da un cupolotto e quella dell'abside da una semicalotta.
Al di sopra dell'ingresso è realizzato un bel coro ligneo a forma di ferro di cavallo anch'esso decorato con affreschi geometrico-naturalistici.

La piccola chiesa, in muratura tradizionale di pietra locale a spacco ed intonacata e decorata solo in facciata, si trova tra le case della Fraz. Praie.Le decorazioni presenti sulla facciata consistono in due affreschi con motvi floreali e in una scritta sopra il portale d'ingresso che riporta in latino una dedica alla Vergine Maria e la data di un restauro, 1798. L'impianto planimetrico rettangolare è a navata unica culminante in un' abside semicircolare nervata e lunettata. Sul presbiterio insiste una calotta molta ribassata mentre su un fianco distacca una cappella rettangolare coperta da una volta a botte. Antistante la chiesa si eleva un pronao porticato, su pianta quadrata e voltato a crociera, che si apre con quattro arconi a sesto ribassato. Il manto di copertura è interamente realizzato in 'lose'.
L'interno risulta interamente intonacato e presenta decorazioni geometrico-naturalistiche, mentre la pavimentazione è realizzata in mattonelle di graniglia. Sopra il portale di ingresso alla Cappella si sviluppa un coro ligneo di notevole interesse.
La torre campanaria, di impianto planimetico quadrato, sorge isolata dall'edificio della cappella ma accostato al lato di un edificio privato. La sua realizzazione è tradizionale: pietra locale a spacco, a vista nella parte inferiore ed intonacata rustica nella porzione superiore. Un muro a scarpa intonacato, costruito fino alla metà circa dell'altezza complessiva del campanile, funge senza dubbio da consolidamento per la struttura. La porzione più alta del campanile ospita il castello delle campane ed è aperto su tutte e quattro i lati con aperture rettangolari al di sotto delle quali, su un lato, è posizionato l'orologio. Sotto la copertura, a quattro falde realizzate in 'lose', il cornicione si presenta in cemento e reca la data 1821.

La Cappella sorge a Locana capoluogo, Via del Ponte quasi all'angolo con Via Torino, e si imposta su un'unica aula rettangolare aggregata al nucleo abitativo del paese.
La chiesetta, realizzata in muratura tradizionale di pietra locale, risulta tutta intonacata anche all'esterno con una sobrietà che non lascia spazio a decorazioni di alcun tipo. Il tetto, a due falde con orditura lignea e manto di copertura in 'lose', sporge molto sulla facciata dell'edificio costituendo un'area di riparo sull'ingresso della cappella, garantito da un portoncino in legno degno di nota, che si apre direttamente sulla via. L'interno è voltato a botte lunettata e rispecchia la sobrietà di linee e decorazioni denunciate all'esterno. La cella campanaria, realizzata in pietra e anch'essa intonacata, è inglobata nella costruzione ed è conclusa superiormente da un tettuccio a capanna in 'lose'. Storicamente la piccola Cappella assolveva alla funzione della 'posa dei morti' ossia al deposito dei defunti, provenienti dalle frazioni che circondano il capoluogo, prima della tumulazione presso il cimitero comunale.

L'edificio religioso sorge in Fraz. Piane, proprio nel mezzo della località, ma risulta indipendente dal nucleo abitativo. La chiesetta è realizzata in muratura tradizionale di pietra locale e risulta completamente intonacata anche all'esterno con la presenza sulla facciata di due medaglioni realizzati a mosaico raffiguranti personaggi religiosi. Il tetto è a due falde, con un'orditura lignea e il manto di copertura in 'lose', e si prolunga dalla facciata, appoggiandosi su due grandi piloni quadrati anch'essi in muratura tradizionale e intonacati, a costituire un ampio portico di accesso alla chiesa.
L'interno è voltato a botte lunettata e non risulta particolarmente decorato con la parete absidale rettangolare. Anche l'altare è in muratura intonacata finemente e dipinto a finto marmo.
Il campanile, anch'esso realizzato in pietra intonacata, emerge dalla muratura perimetrale, sul lato destro a filo della facciata, ed è coperto con un tettuccio in 'lose' a quattro falde.

La chiesa, di impianto planimetrico rettangolare, presenta un'aula unica e sorge isolata nella frazione di Piandemma. Ia sua costruzione si può fare risalire a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. La muratura tradizionale in pietra è intonacata a rustico sui prospetti laterali mentre è intonacata e affrescata in facciata con tre affreschi: quello centrale raffigurante Gesù tra due santi inginocchiati, quello di sinistra dedicato a San Giacomo e quello di destra a Sant'Antonio.
Il tetto a due falde ha un'orditura lignea, con la trave di colmo orientate lungo l'asse longitudinale della pianta, e il manto di copertura in 'lose'. La sporgenza delle falde del tetto sulla facciata forma un pronao a pianta quadrata voltata a vela racchiuso da muretti bassi e archi che poggiano su pilastri quadrati. La volta del pronao è affrescata con motivi geometrici-naturalistici e al centro della vela si trova l'immagine della Madonna circondata da angeli.
Il campanile sorge isolato e distante dalla chiesetta ma è verosimilmente coevo a questa. Importante è la sua valenza architettonica-ambientale in quanto caratterizza visivamente l'altipiano a mezza costa su cui è insediata la frazione Piandemma. L'impianto planimetrico è quadrato e la struttura è realizzata tradizionalmente con pietra a spacco locale legata con malta di calce e trattata con intonaco rustico. La cella con il castello delle campane, è aperto su ogni lato per mezzo di aperture rettangolari decorate geometricamente ed è trattata con intonaco fine tinteggiato di bianco, con decori geometrici. La copertura è a cuspide.

La chiesa, situata in Locana capoluogo Via Roma angolo Via Aldo Moro, ha un impianto planimetrico rettangolare impostato su due navate che è preceduto da un pronao porticato su pilastri quadrati, lesinati in facciata, con archi a tutto sesto. Il sistema di archi è sovrastato da una trabeazione sulla quale a sua volta, nella parte prospiciente al portale d'ingresso, poggia un timpano. Il tetto è a doppia falda realizzato con orditura lignea e manto di copertura a 'lose".
L'opera muraria tradizionale, in pietra a spacco locale, è intonacata a rustico sui prospetti laterali mentre in facciata è intonacata fine e decorata con la presenza di affreschi a tema religioso. A richiamare la devozione alla Madonna, il Santuario presenta una statua di Madonna con Bambino posizionata al di sopra del timpano di facciata, mentre su un angolo emerge un campanile realizzato in muratura di mattoni a vista.

Il bel Santuario dedicato a Sant'Anna, situato in località Meinardi, sorge su un terrazzamento ottenuto in parte con la costruzione di fornici che sorreggono la soletta del sagrato.
L'edificio si presenta con un'unica aula rettangolare terminante in abside semicircolare. In facciata é inserito un pronao a formare così un sagrato coperto. Il manufatto é realizzato in tecnica lapidea tradizionale, intonacata all'interno, nel sottoportico e sugli elementi decorativi di facciata. Il tetto é in orditura tradizionale e manto di copertura in lose. Sul fianco sinistro dell'edificio é inserito un basso campanile a pianta quadrata terminante a cuspide, in tangenza al sentiero che ne percorre il muro d'ambito.
L'attuale immagine del Santuario é dovuta a un intervento di riplasmazione, compiuto nel 1891 seguendo il progetto dell'ingegnere canavesano Camillo Boggio, su un manufatto preesistente. L'intervento del Boggio è evidente soprattutto in facciata dove il portico a tre campate é concluso con timpano triangolare decorato ad archetti ciechi.. Il risultato che ha ottenuto é testimonianza del ritorno al medioevo con stilemi neogotici e neoromanici propri del finere del XIX secolo.
L'interno della chiesetta votiva si presenta sobrio e ben conservato nelle sue decorazioni geometriche. Numerose sono le raffigurazioni della Santa che, seppur non siano di un particolare pregio artistico, rappresentano una testimonianza importante dell'arte povera della zona e della vocazione della popolazione verso la Sant'Anna.
Il luogo di culto è meta di un interessante pellegrinaggio, svolto ogni anno la prima settimana di agosto, lungo un bella mulattiera che dalla Fraz. Nora raggiunge l'ormai abbandonata località Meinardi.